Redemption The Third Era – Roadmap IV

Facebooktwittergoogle_plus

Come già anticipato nel post del Dicembre scorso, siamo in ritardo con i lavori del progetto Redemption The Third Era.

Ci siamo presi un po’ di tempo per analizzare ciò che ancora deve essere sviluppato, ciò che è necessario e ciò che non lo è per il lancio della nostra Beta Chiusa. Questo tempo ci è servito per creare una nuova scaletta di obiettivi, azioni e tempi necessari all’uscita. Analizzando i motivi del ritardo abbiamo capito che i tempi di realizzazione di alcune funzionalità sono stati sottostimati e stiamo provvedendo ad allargare il parco dei nostri collaboratori allo scopo di andare più veloci.

Abbiamo deciso di creare e sperimentare un sistema di gioco che renderà quello che stiamo sviluppando innovativo rispetto al parco dei giochi di carte collezionabili oggi esistenti. Il nostro scopo rimane quello di creare un gioco di carte che sia adatto per le meccaniche quando due persone giocano a distanza, ma allo stesso tempo vogliamo anche dar vita a qualcosa che renda l’esperienza di gioco più originale possibile. Da questo la scelta dell’ambientazione post-atomica e anche del modello di gioco che stiamo sviluppando e che prende il nome di Endurance. Nelle prossime settimane ci saranno post approfonditi su questa tematica.

La nostra nuova data di uscita è quindi il 1° Giugno 2016.

Per arrivare a questa data abbiamo tanto lavoro da fare e nello specifico ci aspettiamo di arrivarci con i passaggi sotto indicati:

Gennaio 2016

  • Implementazione nel client di gioco del sistema di News;
  • Revisione delle carte, e delle relative abilità, a supporto del nuovo modello di gioco Endurance;
  • Implementazione server del nuovo modello di gioco;
  • Inizio implementazione del nuovo modello di gioco nel client;
  • Completamento progettazione miglioramenti HUD.

Febbraio 2016

  • Completamento grafico delle carte;
  • Chiusura implementazione nel client della HUD;
  • Implementazione nel client delle Valute.

Marzo 2016

  • Implementazione nel client dello Shop;
  • Implementazione nel server dello Shop;
  • Implementazione nel client dei livelli utente;
  • Scelta definitiva della musica e degli effetti sonori.

Aprile 2016

  • Implementazione nel client del sistema di messaggistica;
  • Implementazione nel client del sistema dei premi;
  • Revisione della creazione dei mazzi per le esigenze del modello Endurance;

Maggio 2016

  • Chiusura dell’implementazione del nuovo modello di gioco nel client;
  • Revisione complessiva degli sviluppi.

1° Giugno 2016 – Partenza della Beta Chiusa.

Facebooktwittergoogle_plus

Redemption The Third Era – Roadmap III

Facebooktwittergoogle_plus

Rispetto alla roadmap che abbiamo impostato nel Luglio scorso, dobbiamo a malincuore segnalare che siamo in ritardo. Stiamo in questo momento valutando l’effettivo impatto del ritardo e decidendo che portata avrà rispetto alle aspettative iniziali e questo si traduce al momento con una revisione di alcuni punti della roadmap. Abbiamo pensato, ad esempio, di rivedere alcune parti del server che non soddisfacevano a pieno le esigenze di Gioco e di inserire modifiche che dovranno essere apportate dopo l’uscita in Beta Chiusa. Stiamo anche valutando una revisione delle regole del Gioco che vi vogliamo proporre. Questo sia per renderlo più coinvolgente, sia per aumentare l’originalità delle nostre meccaniche, ovviamente mantenendo uno stile di gioco adatto al web.

Ad oggi la meccanica di gioco prevede uno scontro fra Personaggi che si affrontano una sola volta assegnando un punteggio al momento della vittoria di uno dei due [http://redevogames.com/2015/10/02/redemption-the-third-era-gameplay-iii/]. Quello su cui stiamo lavorando è una trasformazione della meccanica di gioco per renderla più accattivante facendo in modo che il Personaggio eventualmente sopravvissuto allo scontro possa proseguire la propria battaglia contro il Personaggio successivo proposto dall’avversario. In questo modo la partita diventerà più strategica, le Skill da usare dovranno essere scelte in maniera più oculata ed il Pool Energetico dovrà essere tenuto maggiormente sott’occhio. Inoltre le abilità dei nostri Personaggi potranno essere meglio differenziate a seconda delle fasi dello scontro e potranno essere più varie ed interessanti perché comprenderanno effetti di ingresso ed uscita dal campo di battaglia.

Entro la prossima settimana saremo in grado di darci e darvi un quadro definito della nuova roadmap che comprenderà le nuove date previste per l’uscita del Gioco. Nelle settimane successive sapremo invece darvi nuove e più specifiche informazioni riguardo alla nuova modalità di gioco.

Redemption The Third Era è in continua evoluzione per voi…

Facebooktwittergoogle_plus

Redemption The Third Era – Lingue della Terza Era

Facebooktwittergoogle_plus

Le varie etnie della Terza Era, ovvero tutte le razze comprese nella specie Homo che popolano il mondo di Redemption The Third Era, hanno un proprio idioma. Molti di questi sistemi linguistici sono influenzati dalla lingua ‘madre’ che era in uso in una determinata area geografica al momento della Catastrofe e che si sono poi evoluti arricchendosi di termini ed espressioni proprie. La capacità di comunicare con gli altri è una delle caratteristiche più spiccate dell’uomo e la comunicazione inter-razza è da sempre una delle sue prime necessità per stringere rapporti e stabilire legami sociali.

Proprio per facilitare gli scambi interpersonali anche fra razze diverse, si è sviluppata con il tempo una Lingua Universale riconosciuta a parlata dalla maggior parte degli individui che hanno fatto dei continui viaggi e commerci uno stile di vita e che viene impiegata nei rapporti che riguardano persone di etnie differenti. La Lingua Universale (genericamente chiamata ‘l’Universale‘) è formata da vocaboli ed espressioni derivanti dalle lingue in uso presso i vari popoli e per questo dinamica ed in costante evoluzione. Rispetto alle lingue attualmente in uso nella Terza Era, l’Universale ha una struttura di base molto semplice (soggetto, verbo e complemento) ed i termini che la compongono sono limitati. Questo lo rende un linguaggio di facile divulgazione e comprensione, ma molto latente in tutto ciò che è descrittivo o poetico. L’utilizzo dell’Universale è relegato al ‘bisogno’ di comunicare ed essere capiti da ‘tutti’ a scapito di tutto ciò che è ‘abbellimento estetico del linguaggio’ ed esula dal fine ultimo. Sebbene l’Universale sia una lingua parlata e scritta, in questo idioma non esistono né romanzi, né poemi, né canzoni perché la povertà di espressione non consente delle composizioni letterarie armoniche. Tutto ciò che è ‘arte linguistica’ viene lasciato alle altre lingue come il Salk (Salkiis) ricco di sostantivi e aggettivi, o il Tamiara (Tamiala) dalla fonetica dolce e di facile riproduzione, fino all’Umano che è l’idioma con il maggior numero di parole della Terza Era e che, rapportato ai giorni nostri è un intreccio di Inglese, Spagnolo e Mandarino. Un’altra lingua considerata ‘elegante’ è il Vampirico che rappresenta anche un’eccezione rispetto agli altri idiomi, infatti, partendo dal linguaggio originale parlato dai Vampiri ha subìto variazioni ‘guidate’ dovute allo studio, da parte di questa razza, dei testi in latino rinvenuti dalla Vecchia Era e considerata per questo una lingua ‘giovane’ e soggetta a continue evoluzioni.
La meccanica e la tecnologia sono al centro della vita dei Damas, questo non poteva che influenzare anche la loro lingua (Damarshan) che, per necessità, comprende una vasta gamma di termini ‘tecnici’ spesso inutilizzati dalle altre razze, ma indispensabili per la vita nella Spaccatura e per ogni tipo di testo scientifico o manuale d’istruzione. Il linguaggio Graunt (Grauntar) è quello di più difficile comprensione e riproduzione per le altre razze in quanto composto da suoni duri e gutturali che lo rendono ostico ad un orecchio poco esperto.

Indipendentemente dalle diversità linguistiche, quella della comunicazione è una priorità che abbraccia tutte le razze e non è insolito infatti che molti riescano se non a parlare, almeno a capire diversi idiomi oltre al proprio. In una discussione è buona abitudine, ed interpretato come segno di rispetto, salutare o ringraziare nella lingua dell’interlocutore, questo spinge anche i più pigri in fatto di istruzione a sforzarsi per imparare le più comuni frasi di convenevoli nel maggior numero possibile di lingue, accortezza che nelle situazioni più estreme può fare la differenza fra una vita ‘normale’ ed una brevissima.

Facebooktwittergoogle_plus

Redemption The Third Era – Atmosfere della Terza Era – In Coda …

Facebooktwittergoogle_plus

In Coda …

Evidentemente era l’ora sbagliata per fermarsi a riempire la borraccia ed il termos ad una delle Sale dell’Acqua di Chasm City, ma si era alzato tardi, doveva partire e gli servivano scorte per il viaggio.
Nonostante le fontanelle fossero una dozzina c’era una bella fila di gente a quell’ora e Dustin era in coda da un po’, unico Umano in mezzo ai Damas.
Spostava lo sguardo qua e là soffermandolo adesso sul tizio dall’aria annoiata che giocherellava con il geco arrampicato alla sua spalla, adesso su un capannello di ragazzini che scherzavano chiassosamente poco più in là, adesso sulla splendida Damas che era in attesa con una tanica nella corsia accanto alla sua …
La ragazza alzò gli occhi e per l’ennesima volta lo sorprese a fissarla. Dustin distolse precipitosamente lo sguardo: ‘Dannazione! – imprecò fra se – Smettila di fissarla, coglione!
Lei sorrise, ma lui non se ne accorse.
Disseminate per la capitale Damas c’erano svariate Sale dell’Acqua come quella, o Grotte dell’Acqua come venivano chiamate dagli abitanti del posto, ovvero caverne allestite con erogatori che distribuivano acqua potabile per tutta la popolazione. Le Sale dell’Acqua erano comuni nelle città di tutte le etnie e Dustin, lungo i suoi pellegrinaggi, ne aveva visitate parecchie. Era abituato alle imponenti cisterne che spuntano qua e là nelle città umane per raccogliere acqua piovana da purificare e ridistribuire tramite rubinetti collegati alla cisterna stessa. Le Sale dell’Acqua salk erano fra i luoghi più freschi delle città del deserto, edificate appositamente sotto il livello delle strade per trovarsi perennemente all’ombra e arredate con divani infarciti di morbidi e luccicanti cuscini, tanto da venire usate come veri e propri luoghi di incontro. I Graunt, essendo nomadi, erano gli unici ad avere Sale portatili, grosse cisterne montate su ruote per raccogliere pioggia, purificarla e attingerla poi da vasche di osso levigato. Le Sale tamiara, costruite ai livelli più bassi delle città, quelli più vicini al Sottoforesta, erano formate da tre o quattro pozzi, ognuno munito di tettoia e panchine in legno, che prendevano l’acqua dai ruscelli della foresta e la portavano ai piani superiori tramite un sistema di secchi e carrucole. Le uniche Sale dell’Acqua che non aveva mai visitato erano quelle dei vampiri e non ci teneva a farlo.
Fra i vari sistemi di distribuzione dell’acqua potabile, quello che lo affascinava maggiormente era proprio quello Damas. Lungo la parete semicircolare della caverna, spuntano una fila di fontanelle che erogavano ininterrottamente acqua, senza ausilio di rubinetti od altro. L’acqua inutilizzata spariva all’interno delle grate poste lungo le vasche di raccolta. In una visita precedente aveva chiesto spiegazioni ad un Ingegnere Damas che era in coda con lui e questi si era dimostrato molto contento di potergli spiegare, nei minimi dettagli, il mistero dell’acqua infinita. Dustin aveva compreso si e no la metà dei termini tecnici usati dall’Ingegnere, ma almeno si era fatto un’idea sulla dinamica del fenomeno. Attraverso pompe idrauliche, l’acqua viene risucchiata da uno dei tanti laghi sotterranei della Spaccatura. Fatta passare all’interno di grossi tubi in metallo, raggiunge una ‘fornace’ all’interno della quale viene filtrata dalle pochissime impurità, poi incanalata in un sistema di spirali di raffreddamento e da qui spinta verso le fontane. Quella che non viene utilizzata, dalla grata scende fino ad un bacino di raccolta sotterraneo e da qui indirizzata al laboratorio o all’officina più vicina per essere impiegata per altri processi di lavorazione.
“Ragazzo mio, non hai idea di quante cose si possano fare con un po’ di vapore!” aveva concluso l’Ingegnere con una strizzatina d’occhio.
Improvvisamente un’idea si fece strada nella mente di Dustin, deglutì e si voltò verso la bella ragazza che continuava ad attirare il suo sguardo: “Perdonami, – le si rivolse in un idioma damas stentato, ma sfoggiando il suo sorriso più affascinante – mentre aspettiamo … sapresti spiegarmi come funzionano queste fontanelle dall’acqua infinita?”
Lei sollevò gli occhi sull’Umano e con un gran sorriso gli rispose: “Ma Certo che posso.”
L’attesa poteva anche diventare dolce …

Facebooktwittergoogle_plus