Redemption The Third Era – Lingue della Terza Era

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Le varie etnie della Terza Era, ovvero tutte le razze comprese nella specie Homo che popolano il mondo di Redemption The Third Era, hanno un proprio idioma. Molti di questi sistemi linguistici sono influenzati dalla lingua ‘madre’ che era in uso in una determinata area geografica al momento della Catastrofe e che si sono poi evoluti arricchendosi di termini ed espressioni proprie. La capacità di comunicare con gli altri è una delle caratteristiche più spiccate dell’uomo e la comunicazione inter-razza è da sempre una delle sue prime necessità per stringere rapporti e stabilire legami sociali.

Proprio per facilitare gli scambi interpersonali anche fra razze diverse, si è sviluppata con il tempo una Lingua Universale riconosciuta a parlata dalla maggior parte degli individui che hanno fatto dei continui viaggi e commerci uno stile di vita e che viene impiegata nei rapporti che riguardano persone di etnie differenti. La Lingua Universale (genericamente chiamata ‘l’Universale‘) è formata da vocaboli ed espressioni derivanti dalle lingue in uso presso i vari popoli e per questo dinamica ed in costante evoluzione. Rispetto alle lingue attualmente in uso nella Terza Era, l’Universale ha una struttura di base molto semplice (soggetto, verbo e complemento) ed i termini che la compongono sono limitati. Questo lo rende un linguaggio di facile divulgazione e comprensione, ma molto latente in tutto ciò che è descrittivo o poetico. L’utilizzo dell’Universale è relegato al ‘bisogno’ di comunicare ed essere capiti da ‘tutti’ a scapito di tutto ciò che è ‘abbellimento estetico del linguaggio’ ed esula dal fine ultimo. Sebbene l’Universale sia una lingua parlata e scritta, in questo idioma non esistono né romanzi, né poemi, né canzoni perché la povertà di espressione non consente delle composizioni letterarie armoniche. Tutto ciò che è ‘arte linguistica’ viene lasciato alle altre lingue come il Salk (Salkiis) ricco di sostantivi e aggettivi, o il Tamiara (Tamiala) dalla fonetica dolce e di facile riproduzione, fino all’Umano che è l’idioma con il maggior numero di parole della Terza Era e che, rapportato ai giorni nostri è un intreccio di Inglese, Spagnolo e Mandarino. Un’altra lingua considerata ‘elegante’ è il Vampirico che rappresenta anche un’eccezione rispetto agli altri idiomi, infatti, partendo dal linguaggio originale parlato dai Vampiri ha subìto variazioni ‘guidate’ dovute allo studio, da parte di questa razza, dei testi in latino rinvenuti dalla Vecchia Era e considerata per questo una lingua ‘giovane’ e soggetta a continue evoluzioni.
La meccanica e la tecnologia sono al centro della vita dei Damas, questo non poteva che influenzare anche la loro lingua (Damarshan) che, per necessità, comprende una vasta gamma di termini ‘tecnici’ spesso inutilizzati dalle altre razze, ma indispensabili per la vita nella Spaccatura e per ogni tipo di testo scientifico o manuale d’istruzione. Il linguaggio Graunt (Grauntar) è quello di più difficile comprensione e riproduzione per le altre razze in quanto composto da suoni duri e gutturali che lo rendono ostico ad un orecchio poco esperto.

Indipendentemente dalle diversità linguistiche, quella della comunicazione è una priorità che abbraccia tutte le razze e non è insolito infatti che molti riescano se non a parlare, almeno a capire diversi idiomi oltre al proprio. In una discussione è buona abitudine, ed interpretato come segno di rispetto, salutare o ringraziare nella lingua dell’interlocutore, questo spinge anche i più pigri in fatto di istruzione a sforzarsi per imparare le più comuni frasi di convenevoli nel maggior numero possibile di lingue, accortezza che nelle situazioni più estreme può fare la differenza fra una vita ‘normale’ ed una brevissima.

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Redemption The Third Era – Atmosfere della Terza Era – In Coda …

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In Coda …

Evidentemente era l’ora sbagliata per fermarsi a riempire la borraccia ed il termos ad una delle Sale dell’Acqua di Chasm City, ma si era alzato tardi, doveva partire e gli servivano scorte per il viaggio.
Nonostante le fontanelle fossero una dozzina c’era una bella fila di gente a quell’ora e Dustin era in coda da un po’, unico Umano in mezzo ai Damas.
Spostava lo sguardo qua e là soffermandolo adesso sul tizio dall’aria annoiata che giocherellava con il geco arrampicato alla sua spalla, adesso su un capannello di ragazzini che scherzavano chiassosamente poco più in là, adesso sulla splendida Damas che era in attesa con una tanica nella corsia accanto alla sua …
La ragazza alzò gli occhi e per l’ennesima volta lo sorprese a fissarla. Dustin distolse precipitosamente lo sguardo: ‘Dannazione! – imprecò fra se – Smettila di fissarla, coglione!
Lei sorrise, ma lui non se ne accorse.
Disseminate per la capitale Damas c’erano svariate Sale dell’Acqua come quella, o Grotte dell’Acqua come venivano chiamate dagli abitanti del posto, ovvero caverne allestite con erogatori che distribuivano acqua potabile per tutta la popolazione. Le Sale dell’Acqua erano comuni nelle città di tutte le etnie e Dustin, lungo i suoi pellegrinaggi, ne aveva visitate parecchie. Era abituato alle imponenti cisterne che spuntano qua e là nelle città umane per raccogliere acqua piovana da purificare e ridistribuire tramite rubinetti collegati alla cisterna stessa. Le Sale dell’Acqua salk erano fra i luoghi più freschi delle città del deserto, edificate appositamente sotto il livello delle strade per trovarsi perennemente all’ombra e arredate con divani infarciti di morbidi e luccicanti cuscini, tanto da venire usate come veri e propri luoghi di incontro. I Graunt, essendo nomadi, erano gli unici ad avere Sale portatili, grosse cisterne montate su ruote per raccogliere pioggia, purificarla e attingerla poi da vasche di osso levigato. Le Sale tamiara, costruite ai livelli più bassi delle città, quelli più vicini al Sottoforesta, erano formate da tre o quattro pozzi, ognuno munito di tettoia e panchine in legno, che prendevano l’acqua dai ruscelli della foresta e la portavano ai piani superiori tramite un sistema di secchi e carrucole. Le uniche Sale dell’Acqua che non aveva mai visitato erano quelle dei vampiri e non ci teneva a farlo.
Fra i vari sistemi di distribuzione dell’acqua potabile, quello che lo affascinava maggiormente era proprio quello Damas. Lungo la parete semicircolare della caverna, spuntano una fila di fontanelle che erogavano ininterrottamente acqua, senza ausilio di rubinetti od altro. L’acqua inutilizzata spariva all’interno delle grate poste lungo le vasche di raccolta. In una visita precedente aveva chiesto spiegazioni ad un Ingegnere Damas che era in coda con lui e questi si era dimostrato molto contento di potergli spiegare, nei minimi dettagli, il mistero dell’acqua infinita. Dustin aveva compreso si e no la metà dei termini tecnici usati dall’Ingegnere, ma almeno si era fatto un’idea sulla dinamica del fenomeno. Attraverso pompe idrauliche, l’acqua viene risucchiata da uno dei tanti laghi sotterranei della Spaccatura. Fatta passare all’interno di grossi tubi in metallo, raggiunge una ‘fornace’ all’interno della quale viene filtrata dalle pochissime impurità, poi incanalata in un sistema di spirali di raffreddamento e da qui spinta verso le fontane. Quella che non viene utilizzata, dalla grata scende fino ad un bacino di raccolta sotterraneo e da qui indirizzata al laboratorio o all’officina più vicina per essere impiegata per altri processi di lavorazione.
“Ragazzo mio, non hai idea di quante cose si possano fare con un po’ di vapore!” aveva concluso l’Ingegnere con una strizzatina d’occhio.
Improvvisamente un’idea si fece strada nella mente di Dustin, deglutì e si voltò verso la bella ragazza che continuava ad attirare il suo sguardo: “Perdonami, – le si rivolse in un idioma damas stentato, ma sfoggiando il suo sorriso più affascinante – mentre aspettiamo … sapresti spiegarmi come funzionano queste fontanelle dall’acqua infinita?”
Lei sollevò gli occhi sull’Umano e con un gran sorriso gli rispose: “Ma Certo che posso.”
L’attesa poteva anche diventare dolce …

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Redemption The Third Era – ‘Animaletti’ della Terza Era – Parte II

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Qui di seguito trovate altri tre esempi di simpatici ‘animaletti’ che popolano il mondo della Terza Era.

TAMIARA – Scoiattolo Azzurro

Scoiattolo Azzurro

Scoiattolo Azzurro

Gli Scoiattoli Azzurri sono da sempre gli abitanti naturali delle immense foreste di Khun in cui vivono i Tamiara. Il popolo amante della natura ha fatto di questi morbidi roditori, liberi ed indipendenti, il loro simbolo e guida. Le tute alari del popolo arboreo prendono spunto da questi animaletti e simulano la membrana di congiunzione che unisce zampe anteriori e zampe posteriori tanto utile al volo. L’aspetto dello Scoiattolo Azzurro è simile a quello dei comuni scoiattoli volanti, ma di dimensioni leggermente più grandi. L’appellativo ‘azzurro’ deriva dalla striatura dorsale del pelo che assume i toni del blu, passando da un colore più chiaro ad uno più scuro man mano che l’animaletto avanza con gli anni.

DAMAS – Geco delle Grotte

Geco delle Grotte

Geco delle Grotte

Le caverne ed i tunnel sotterranei delle città Damas sono popolati da un gran numero di questi simpatici animaletti. Ne esistono diverse specie, ma le più comuni sono quelle a sei zampe o a due code. La colorazione della pelle ricorda quella della pietra che compone i cunicoli e permette a questi piccoli rettili di mimetizzarsi in caso ci fossero nemici nelle vicinanze. Per i Damas sono considerati dei veri e propri ‘amici’ da coccolare e accudire. Sono carnivori e non è inusuale che in un attimo di rabbia possano addentare anche il proprio padrone, per questo, ogni Damas li rispetta e li tratta con estremo riguardo.

VAMPIRI – Lupo Ghiacciato

Lupo Ghiacciato

Lupo Ghiacciato

Le città dei Vampiri sono tutte dislocate lungo la fascia di semi oscurità che annuncia l’approssimarsi delle Terre di Ghiaccio. La Foresta Ghiacciata è un lungo lembo di terra coperta da alberi congelati ed infestata, fra le altre bestie, da grossi lupi bianchi, i Lupi Ghiacciati. Prendono il loro nome dal pelo bianco che è spesso ricoperto di brina e gli conferisce un aspetto spettrale e ‘gelato’. Gli occhi sono rossi e riescono a catturare ogni minimo baluginio di luce illuminandosi di riflessi fiammeggianti. Non si possono considerare animali da ‘compagnia’, ma la vicinanza geografica con i Vampiri fa si che alcune di queste creature circolino spesso per le città in cerca di cibo o altro e, se avvicinate con la dovuta prudenza, possono anche mostrarsi docili e addomesticabili. I casi di Vampiri che hanno come compagno di viaggio un Lupo Ghiacciato sono rari, mentre le storie su persone morte per l’aggressione di uno di questi esemplari sono all’ordine del giorno.

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Redemption The Third Era – ‘Animaletti’ della Terza Era – Parte I

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Anche il mondo di Redemption The Third Era è popolato da vari tipi di fauna, alcuni feroci, altri più docili e che, con il passare del tempo, hanno imparato a coabitare con i nuovi popoli diventandone spesso parte integrante. Un esempio calzante in questo ambito è fornito dai Kepak, per il popolo dei Graunt, o dagli Scoiattoli Azzurri per quello dei Tamiara, ma ci sono anche esempi che più che di integrazione fra animali e popolazione ci mostrano una sorta di ‘reciproca tolleranza’ come nel caso dei Lupi Ghiacciati con i Vampiri.

La fauna come la popolazione è stata soggetta agli stravolgimenti dovuti alla Catastrofe avvenuta secoli prima che ha portato mutazioni, più o meno evidenti, sia dal punto di vista fisico, sia da quello comportamentale.

Qui di seguito troverete alcuni esempi con una piccola descrizione degli animali della Terza Era che popolano le città e gli spazi sterminati del Nuovo Mondo e dei loro rapporti con le etnie che gli sono più vicine.

GRAUNT – Kepak

Kepak

Kepak

I Kepak vengono considerati dai Graunt come veri e propri membri delle tribù all’interno delle quali forniscono assistenza in tutti gli ambiti. A seconda della razza a cui appartengono vengono impiegati come animali da soma o da corsa, per il lavoro ed in battaglia. La loro carne viene mangiata, il loro pelo usato per coperte e vestiario, le scaglie diventano parti di armi o ornamenti, la pelle conciata e le ossa lavorate per ricavarne ottimi utensili o affilatissimi coltelli color sabbia. Il loro corpo è ricoperto da folto pelo che si accorcia lungo le gambe e le orecchie ricordano quelle del comune asino. Sulla sommità della testa hanno un ‘triangolo’ di lisce scaglie che fungono da protezione, le scaglie ricoprono anche la parte frontale del petto, le spalle e la zona alta delle cosce ed il loro colore varia dal bianco al nero in concomitanza con la colorazione del vello. In battaglia sono molto temibili per la loro incredibile forza, resistenza e velocità.

SALK – Gatto delle Dune

Gatto del Deserto

Gatto delle Dune

Il Gatto delle Dune, tanto caro alla popolazione Salk, è la mutazione del più comune Serval, ma con una struttura fisica più compatta e meno slanciata. Anche le dimensioni sono ridotte rispetto al progenitore, ma risultano maggiorate rispetto al gatto domestico. Il manto, dello stesso colore della sabbia, presenta delle chiazze scure che possono assumere la forma di zebrature lungo la coda e le zampe, mentre danno al resto del pelo un aspetto maculato. Le orecchie sono molto grandi ed allungate e le zampe sono molto tozze e possenti rispetto al corpo. Del gatto comune conserva l’atteggiamento indipendente e l’eleganza intrinseca che tanto piace ai Salk, questo li spinge a circondarsi di questi felini e a condividere con loro anche le abitazioni.

UMANI – Cane

Cane

Cane

La Catastrofe, gli anni di stabilizzazione e le tribolazioni dell’umanità non hanno potuto cambiare il profondo legame di amicizia che da sempre lega uomo e cane, ciò è rimasto invariato anche nella Terza Era del mondo. Le razze di cani sono diventate così varie che nessuno si è più preso la briga di catalogarle, riferendosi a tutti i membri di questa specie semplicemente con il nome di ‘Cane’. Alcune di queste razze hanno pesantemente risentito degli sconvolgimenti dovuti alla Catastrofe subendo mutazioni che, nei casi più gravi, hanno intaccato gli aspetti comportamentali rendendoli aggressivi e pericolosi. Nei casi in cui le mutazioni hanno agito unicamente sul lato fisico, il rapporto di amicizia fra uomo e cane non è variato e rimangono i migliori amici che un avventuriero possa sperare di avere accanto a se per un viaggio o per la vita di tutti i giorni.

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